Gears of War E-Day arriva il 6 ottobre e porta con sé una domanda che i fan si fanno da vent’anni: cosa è successo prima del primo capitolo del 2006? La saga è una delle più iconiche di Microsoft e del mondo dei videogiochi in generale, e questo nuovo episodio prova a raccontare l’inizio di tutto. Dopo aver messo le mani sulla modalità orda nella beta aperta e su poco più di un’ora della campagna, giocata su Xbox Series X, il quadro comincia a delinearsi. Niente spoiler, questo è chiaro fin da subito.
La storia parte da un momento preciso, quello in cui i locust emergono dalla superficie del pianeta cogliendo l’umanità di sorpresa. I gears, soldati della Coalizione dei Governi Ordinati, erano ormai in pensione perché la guerra contro l’Unione delle Repubbliche Indipendenti era finita. Poi arrivano i mostri e devono rimettersi l’armatura. Nella parte provata non succede molto sul fronte narrativo, il focus è tutto sul far avanzare il giocatore attraverso scenari pensati per mostrare la vera novità: il movimento verticale.
I gears adesso saltano e cambiano le regole del combattimento
Per vent’anni la saga ha costruito tutto sulle coperture, con soldati incollati a terra. E-Day non stravolge, ma dà una spinta necessaria alla formula. Con il tasto A ci si continua a coprire, inclinando lo stick sinistro si passa da un riparo all’altro. La vera differenza sta nel salto, ora affidato al tasto Y, che serve per scavalcare i parapetti, aggrapparsi alle sporgenze, salire su un’auto o superare ostacoli alti. All’inizio spiazza, poi diventa naturale. E, cosa rara per chi ama la serie ed è di solito allergico ai cambiamenti, funziona. Il combattimento guadagna velocità, si può correre e scivolare all’ultimo istante, dettaglio prezioso soprattutto nel multiplayer.
Non tutto convince. La ricarica attiva, storico marchio di fabbrica, non sta più in alto a destra vicino all’indicatore delle munizioni ma al centro dello schermo, in giallo. Dovrebbe essere più visibile, eppure per chi era abituato a coglierla con la visione periferica ora serve concentrarsi. Un cambiamento che, almeno all’inizio, pesa. Il famoso wall bounce invece resiste: più complesso da eseguire, ma ancora possibile e persino più dinamico grazie alla cancellazione delle animazioni. La campagna sarà giocabile fino a quattro persone in schermo condiviso con due Series X.
La modalità orda resta ambrosia. Introdotta con Gears of War 2, ora si allarga: non più quattro soldati soli, ma tre squadre da quattro sullo stesso grande mappa, con obiettivi diversi, una zona centrale da difendere e un magazzino di armi e munizioni. Alla fine di ogni round arriva l’estrazione, uno scontro finale in attesa dell’elicottero.
Sul fronte tecnico c’è Unreal Engine 5, con i suoi soliti artefatti, ma The Coalition sembra aver lavorato meglio rispetto ad altri titoli. In campagna su Xbox Series X il risultato è notevole: sangue, esplosioni, fumo volumetrico, riflessi e animazioni facciali di alto livello. Dopo un inizio molto lineare, il gioco si apre lasciando scegliere tra obiettivo principale e missioni secondarie, con una città più popolata e la sensazione concreta di una vera invasione.
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Imagen: xataka.com
