La sostenibilidad en hardware ha dejado de ser un adorno pubblicitario para transformarse en algo che pesa davvero nelle decisioni dei produttori. Reducir la huella de carbono significa lavorare su due fronti allo stesso tempo, da un lato l’efficienza energetica durante tutta la vita del componente, dall’altro l’economia circolare fatta di plásticos reciclados postconsumo, metalli a basso impatto e imballaggi senza plastica. Un cambio di mentalità che tocca ormai ogni angolo del settore.
Cómo se mueven Intel, AMD y NVIDIA en el terreno ecológico
Nei componenti che contano davvero, come CPU e GPU, il grosso dell’impatto ambientale arriva dal consumo di energia lungo tutto il ciclo di vita. La meta è chiara, migliorare il rendimiento per vatio. Intel sta puntando molto sulla riduzione del consumo in reposo dei suoi processori e sulle architetture ibride con tre tipi di núcleos, i P, gli E e i LPE. C’è anche un impegno preciso, arrivare al 2040 con emissioni nette di carbonio pari a zero nelle sue operazioni. I processori Intel Core Ultra per portatili delle Serie 2 e 3 integrano la memoria RAM direttamente nel packaging e danno la precedenza ai núcleos de eficiencia, affiancati da una NPU pensata per compiti di intelligenza artificiale a basso consumo. Il risultato è un taglio dei consumi che arriva fino al 40% rispetto alle generazioni precedenti.
AMD gioca la sua partita con l’iniziativa chiamata 30×25, che punta a migliorare di 30 volte l’efficienza energetica di processori e acceleratori per l’IA nei nodi di calcolo ad alte prestazioni. Il suo asso nella manica sono le arquitecturas de chiplets, capaci di ridurre lo spreco di silicio durante la produzione se paragonate ai design tradizionali. I processori AMD Ryzen della serie 9000 hanno poi una modalità Eco che si attiva dalla BIOS, permettendo a un chip pensato per 105W di lavorare a 65W mantenendo circa il 90-95% delle prestazioni multinucleo originali. Meno calore da smaltire, meno energia buttata via.
NVIDIA, dal canto suo, gioca tutto sulle prestazioni delle sue schede. Con la RTX 50 è arrivato il salto ai núcleos Tensor di quinta generazione e al supporto della precisione FP4, che consente di far girare modelli di intelligenza artificiale in locale consumando molta meno memoria e molta meno energia. In più c’è il DLSS 4 con Multi-Frame Generation, capace di generare tre fotogrammi per ogni immagine renderizzata in modo nativo, alleggerendo parecchio il carico grezzo sul silicio.
Tarjetas de entrada y el peso de los periféricos
Sul fronte delle schede accessibili, RTX 5060 e RTX 5060 Ti sono i riferimenti attuali per il gioco efficiente a 1080p e 1440p, proprio come lo era la generazione precedente ai suoi tempi. Il modello base ha un consumo davvero contenuto, appena 145W di TGP, e sfrutta la velocità della memoria GDDR7 a basso voltaggio per spremere ogni vatio senza far impennare la bolletta né costringere all’acquisto di alimentatori più esosi.
I periféricos sono invece un discorso a parte. Tendono a generare parecchi rifiuti plastici, soprattutto per via degli imballaggi. Qui l’attenzione dei principali produttori si concentra su due cose, l’uso di materiali plastici riciclati e l’eliminazione della huella de carbono legata a questi prodotti.
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Imagen: hardzone.es
