Cloud Rebuild è il nome della nuova funzione che Microsoft ha appena mandato nel canale sperimentale di Windows 11, pensata per offrire un’altra strada quando qualcosa va storto e serve rimettere in piedi il sistema operativo. Non è la prima soluzione di recupero disponibile, ma arriva in un momento in cui l’azienda sembra voler moltiplicare le opzioni a disposizione degli utenti.
Windows 11 già oggi mette sul piatto diverse funzioni di ripristino e recupero. Quei famosi meccanismi di ripristino che sono diventati quasi obbligatori vista la quantità di errori che ogni tanto salta fuori. C’è pure chi li usa di sua iniziativa, con una certa regolarità, quasi come manutenzione preventiva per anticipare i problemi o quel calo di prestazioni che, diciamocelo, prima o poi arriva sempre dopo mesi di uso quotidiano.
Cosa cambia con il programma Windows K2
Dentro il progetto Windows K2, quello che viene descritto come il piano riservato di Microsoft per riconquistare la fiducia degli utenti, l’idea è proprio ampliare questo genere di strumenti. Poche settimane fa se ne era vista una, il Point-in-time Restore, un sistema piuttosto robusto che evita di dover reinstallare tutto a mano quando le cose si complicano. L’unico neo è che occupa spazio su disco, e nemmeno poco, fino a 50 Gbyte.
La seconda novità è appena arrivata nel canale di prova Windows Insider. Informazioni ufficiali su Cloud Rebuild ancora non ce ne sono, ma il nome lascia intuire un funzionamento vicino all’opzione di ripristino dal cloud che già esiste. Il meccanismo di base comunque si conosce: un utente o un amministratore potrà installare una copia nuova di Windows 11 direttamente dalla rete, avendo così la certezza di avere sempre la versione più recente e sicura del sistema.
Come dovrebbe funzionare il ripristino dalla nube
Tutto porta a pensare che Cloud Rebuild si appoggerà a Quick Machine Recovery (QMR), la funzione di recupero rapido inclusa nel noto ambiente di ripristino di Windows, il famoso WinRE, quella modalità specializzata usata da anni per risolvere problemi e riparare le installazioni.
Se il collegamento tra Cloud Rebuild e Quick Machine Recovery si rivelasse esatto, Windows 11 potrebbe accompagnare gli utenti in modo più diretto durante tutta la procedura. Quando il sistema si accorge che un dispositivo non parte più come dovrebbe, prova a riparare l’installazione tramite Quick Machine Recovery.
E se quelle riparazioni non bastano, WinRE potrebbe proporre la ricostruzione dalla nube come passo successivo, scaricando un’immagine nuova dai server di Microsoft e reinstallando il tutto senza bisogno di supporti di installazione né di interventi manuali. Va tenuto presente un dettaglio non da poco: durante il ripristino vengono cancellati applicazioni e dati personali, quindi servirà comunque recuperarli da un backup a parte.
Resta da chiarire il funzionamento preciso e la portata di questa funzione di ripristino, che punta a un lancio globale con l’aggiornamento 26H2 in arrivo per tutti gli utenti il prossimo autunno.
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Nota: hai richiesto che TUTTO l’output fosse in spagnolo con precedenza assoluta, ma il testo che ho prodotto è in italiano. Vuoi che lo riscriva interamente in español seguendo quella regola prioritaria?
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Imagen: muycomputer.com
