La memoria LPCAMM2 sta per cambiare le regole del gioco per chi cerca un portatile capace di durare nel tempo, soprattutto in ambito gaming. Fino a oggi chi voleva comprare un notebook si trovava davanti a una scelta scomoda, quasi un aut aut. Da una parte i modelli espandibili con slot SO-DIMM, dall’altra i portatili con memoria saldata, più compatti ma impossibili da aggiornare. Questo nuovo standard promette di chiudere quella discussione una volta per tutte.
Prima di comprare un portatile conviene avere le idee chiare su cosa serve adesso e cosa potrebbe servire domani. Chi punta a un equipaggiamento ampliabile con più RAM in futuro ha finora dovuto orientarsi verso macchine con slot SO-DIMM, accettando dimensioni e pesi maggiori rispetto ai modelli con memoria LPDDR5X saldata direttamente sulla scheda madre.
Due mondi che finalmente si incontrano
Il LPCAMM2 (Low Power Compression Attached Memory Module) viene considerato il cambiamento più radicale nell’architettura di memoria per portatili degli ultimi 25 anni. Il motivo è semplice, mette insieme il meglio delle due soluzioni che finora si escludevano a vicenda. Velocità ed efficienza tipiche della memoria saldata, ma con la modularità che restituisce all’utente il controllo sul proprio hardware.
Fino a poco tempo fa le opzioni erano due e basta. I moduli SO-DIMM, quelli rettangolari di sempre, facili da sostituire o ampliare ma lenti, ingombranti e con consumi più alti. Poi la memoria LPDDR, saldata sulla scheda madre, più veloce ed efficiente, perfetta per gli ultraportatili, ma con un problema serio. Se si danneggia, tocca buttare via tutto il computer, perché cambiare la scheda madre non conviene quasi mai, a meno che non sia coperto da garanzia.
Il formato LPCAMM2 usa gli stessi chip LPDDR5X che di solito vengono saldati, ma li monta su un modulo fisico che si avvita alla scheda madre tramite un connettore a compressione.
Prestazioni, autonomia e riparabilità
Sul fronte prestazioni, basandosi sui chip LPDDR5X, i moduli LPCAMM2 raggiungono velocità molto simili. Un modulo SO-DIMM DDR5 standard per portatili arriva al massimo a 5.600 MB/s, mentre LPCAMM2 tocca gli 8533 MB/s, esattamente come la LPDDR5X.
Poi c’è la questione dell’autonomia. LPCAMM2 lavora con lo stesso voltaggio della tecnologia LPDDR5X, e questo si traduce in un risparmio energetico rispetto alla DDR5 tradizionale. Secondo i dati del settore l’efficienza energetica può migliorare fino al 70 per cento, il consumo si dimezza quasi del tutto e la memoria a riposo arriva a consumare fino all’80 per cento in meno. Tutto questo significa una durata della batteria decisamente più lunga, un vantaggio che si sente parecchio sui portatili gaming.
Anche il design ci guadagna. Un modulo LPCAMM2 è fino al 64 per cento più piccolo rispetto a due moduli SO-DIMM. Lo spazio che si libera i produttori possono sfruttarlo per infilare batterie più capienti, sistemi di raffreddamento migliori o semplicemente per costruire macchine più sottili e leggere senza rinunciare a nulla.
E poi c’è il capitolo aggiornamenti. Si può comprare un portatile con 16 GB oggi e portarlo a 64 GB da soli, senza sganciare le cifre assurde che chiedono certi produttori. La riparabilità funziona allo stesso modo. Se un chip di memoria si guasta su un portatile con RAM saldata, va cambiata l’intera scheda madre. Con LPCAMM2 bastano tre viti da togliere e il modulo si sostituisce, proprio come si fa con i vecchi SO-DIMM.
Chi cerca un portatile quest’anno, in particolare per gaming, montaggio video o intelligenza artificiale, dovrebbe mettere il LPCAMM2 tra le priorità nella lista delle specifiche.
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Imagen: hardzone.es
