Spotify ha decidido mettere ordine nel modo in cui gli artisti si presentano sulla piattaforma, e lo fa con una novità che riguarda direttamente chi si nasconde dietro un volto o un nome creato dalle macchine. La nuova etichetta si chiama AI Persona e servirà a segnalare quegli artisti la cui identità pubblica, quindi il nome o le immagini, è stata generata tramite intelligenza artificiale. L’azienda svedese ha spiegato che il rollout partirà dalla metà di settembre.
La spinta a introdurre questo strumento è arrivata soprattutto dagli utenti, che avevano manifestato un certo fastidio nello scoprire che alcuni profili apparentemente umani erano in realtà costruzioni artificiali. Con questa mossa Spotify vuole che chi ascolta capisca subito se dietro una canzone c’è una persona vera oppure un’identità sintetica. E non è tutto, perché la musica di questi profili resterà esclusa di default dalle raccomandazioni editoriali e algoritmiche.
Cosa significa davvero AI Persona
Il punto importante da capire è che l’etichetta guarda all’identità dell’artista, non al processo creativo. Un musicista in carne e ossa può benissimo usare strumenti di intelligenza artificiale nelle sue canzoni senza finire etichettato, ma se il suo profilo mostra un volto o un nome generati dall’AI, allora scatta la segnalazione. Gli artisti potranno autodichiararsi come AI Persona tramite Spotify for Artists a partire dall’11 agosto. La piattaforma però non si fiderà solo di questa dichiarazione. Ci saranno revisioni dei profili che superano certe soglie di pubblico e, se un’identità sembra generata dall’AI, l’etichetta verrà applicata d’ufficio. In quel caso l’artista riceverà una notifica e potrà confermare oppure presentare un ricorso.
Effetti sulle raccomandazioni e sul contesto europeo
La conseguenza più evidente sarà l’esclusione della musica delle AI Personas dalle raccomandazioni personalizzate. Queste canzoni non compariranno nelle liste di scoperta né nelle radio automatiche, a meno che l’utente non le cerchi apposta. Spotify ha ricordato che la sua programmazione punta a dare visibilità agli artisti autentici e alla Daylist personalizzata di chi costruisce una carriera reale. La novità si aggiunge a strumenti già presenti come Verified by Spotify, che certifica un profilo reale, e AI Credits, che permette di dichiarare l’uso dell’AI nei brani. Ci sono poi SongDNA e la protezione del profilo artista a rinforzare la fiducia nell’ecosistema.
La tempistica non è casuale. La misura coincide con l’entrata in vigore, lo scorso 2 agosto, degli obblighi di trasparenza del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, che chiede di rendere chiaramente identificabili i contenuti generati o manipolati dall’AI, soprattutto i deepfake. Servizi come Deezer avevano già introdotto etichette per le canzoni generate dall’AI, ma Spotify va oltre concentrandosi sull’identità dell’artista, una scelta accolta bene da un’industria musicale che da mesi chiedeva più controlli contro il contenuto sintetico di bassa qualità.
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Imagen: androidayuda.com
